Da un Commodore 16 al cloud
Quasi quarant'anni di passione per il codice, raccontati in tre tappe.
Il primo computer
In regalo un Commodore 16: 16 KB di memoria, la BASIC 3.5 e un libretto di istruzioni pieno di listati da ricopiare a mano. Bastava un carattere sbagliato perché comparisse la temuta SYNTAX ERROR, e ogni volta si ricominciava daccapo, con più attenzione. Modificando quei programmi ho capito la cosa più importante: il computer fa esattamente ciò che gli dici. Da lì non ho più smesso.
La passione diventa professione
Cresciuto tra riviste di informatica e PC assemblati pezzo per pezzo, l'hobby si trasforma in lavoro: inizio a sviluppare software per aziende, prima i gestionali su misura, poi le prime applicazioni web quando Internet era ancora una novità. Sono gli anni di FF ContaScatti 99 e FF Agend@Web, distribuiti a livello nazionale quando la Rete viaggiava su un modem 56k. Scopro presto che la parte più difficile non è il codice: è capire le persone e i loro processi. È una lezione che non ho più dimenticato.
FF Soft 2.0
Sono oltre 180 le applicazioni seguite: sviluppo in C#/.NET, recupero e migrazione di sistemi legacy VB6, progetti pubblicati nel cloud su Azure e strumenti pubblici come SmartTools. Le tecnologie sono cambiate radicalmente dal 1985; il modo di affrontare i problemi — curiosità, metodo e cura per il dettaglio — è rimasto esattamente lo stesso.